Storia della Chiesa di S. Martino

La chiesa di S. Martino è stata edificata durante la prima metà del XVII secolo, periodo in cui nella Liguria di ponente ha inizio una inaspettata fioritura nel campo dell’architettura religiosa nonostante le modeste condizioni di un’economia fondata essenzialmente sulla coltivazione dell’ulivo nelle valli e sul commercio dell’olio nei paesi della costa. Infatti le ricerche condotte presso l’archivio storico della Curia di Albenga comprovano il periodo dell’edificazione poiché il documento più antico ritrovato risale all’anno 1624.

Questi documenti, di epoca seicentesca e successiva, sono relativi a veri e propri diari del sacerdote che amministrava la chiesa; riportano gli eventi più significativi relativi alla comunità: battesimi, morti, donazioni e spese di amministrazione.

La chiesa di San Martino
Dai pochi documenti ancora disponibili non sono emerse notizie precise sugli autori e sulle modalità costruttive della chiesa e delle opere artistiche che contiene. Tuttavia, considerate le forme architettoniche degli interni, è altamente probabile attribuire la costruzione alla famiglia di Capimastri Marvaldi, originari di Candeasco, località a pochi chilometri da Moano.

La chiesa di San Martino I racconti tramandati dagli abitanti riferiscono di antiche rovine preesistenti risalenti all’epoca saracena che trovano riscontro nell’inclinazione del campanile certamente eretta fuori piombo fin dalla sua costruzione. L’unica spiegazione plausibile a questo vistoso inclina mento del campanile è la preesistenza di antiche rovine che ne hanno condizionato l’edificazione non potendola certo attribuire ad una imperizia dei costruttori che per le altre parti della chiesa, anche più complesse, denotano buone capacità costruttive.